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Novità
Cosa è cambiato nel bot, in ordine di tempo. Una riga per cosa: se non si vede da fuori, qui non c'è.
12 settembre 2026
Manuale dell'overlay
- Il player ha due temi nuovi, CD ed esagono, e ogni tema porta la sua animazione: il vinile gira, il CD cambia riflesso, l'anello dell'esagono ruota. Scegli il tema e basta.
- Ogni tema del player entra ed esce come l'oggetto vero: il vinile prende giri e poi frena e rientra nella custodia, il CD esce e la custodia si chiude, la cassetta viene espulsa.
- Nello Studio, «Rivedi l'entrata» fa uscire e rientrare il player sulla tela, per vedere il gesto del tema senza andare in diretta.
- L'entrata del player (dissolvenza, scivola, sale) in diretta ora parte davvero: prima il nodo compariva già al suo posto.
- Nel player messo in colonna il testo sta dentro la carta e la copertina è al centro: i tempi non escono più dal bordo.
- Sotto la tela dello Studio puoi mettere un'immagine di riferimento, uno screenshot della scena o una grafica: resta nel tuo browser, non va in onda, e la regoli in trasparenza.
- Nello Studio il riquadro è la scatola dell'elemento: tiri il perimetro del player e lui prende quella forma, largo, stretto o quadrato; l'altezza dà la grandezza, la larghezza lo spazio al testo.
- Mentre tiri i bordi di un riquadro vedi l'elemento cambiare in tempo reale, e la chat in anteprima riempie la sua scatola con quante righe ci stanno.
- Il player musica si regola pezzo per pezzo: spazio attorno, copertina, vinile, prima e seconda riga, tempi, barra e onde hanno ognuno la sua misura e, se vuoi, il suo colore.
- Il conto alla rovescia con «parte da solo» parte appena lo accendi, senza premere «Fai partire», e il pannello lo vede contare anche quando l'ha fatto partire una sorgente.
- La sfida a tempo dei punti canale compare davvero sull'overlay (l'avvio si perdeva per strada) ed è un elemento della scena: la sposti, le dai un riquadro, e sulla carta si legge quanto manca.
- Nell'editor degli overlay ogni elemento può avere un riquadro: tiri i bordi e chat, alert, player, widget, obiettivi e contatori si adattano a quello spazio, uguale sulla tela e in diretta.
- L'anteprima del link, quando lo incolli su Telegram, WhatsApp o X, dice la stessa cosa della pagina: il bot che in chat scrive con il tuo nome, con l'immagine rifatta.
- La pagina pubblica racconta una serata di diretta con il bot acceso, momento per momento, al posto delle schede tutte uguali; l'elenco completo delle funzioni resta, con i prezzi accanto.
- Nell'invito in fondo alla pagina pubblica ci si registra anche con Kick (e con YouTube dove è aperto), come in cima alla pagina: lì era rimasto solo Twitch.
11 settembre 2026
Manuale dell'overlay
- L'editor degli overlay chiede prima di farti perdere l'aspetto non salvato, se cambi scheda, overlay o pagina; dice quando un salvataggio non riesce; e non manda più salvataggi doppi.
- Nell'editor degli overlay un livello si può bloccare perché non si sposti per sbaglio, l'aggancio alle guide si spegne, con Ctrl e rotella si ingrandisce attorno al puntatore, e la griglia si toglie davvero.
- L'overlay in OBS si ricollega da solo dopo un riavvio del bot o un salto di rete: chat, effetti e tasti di CONSOLify ripartono senza toccare la sorgente. Quelle aperte da prima di oggi vanno ricaricate una volta.
- Nell'editor degli overlay la tela ha le misure della diretta: il player tiene la stessa larghezza con ogni brano, la chat si ferma alla larghezza scelta, i contatori hanno la dimensione vera.
- Gli avvisi di follow, iscrizione e diretta che Twitch rifiutava per un attimo di troppo traffico ora si riattivano da soli poco dopo.
- Per sicurezza il link dei tuoi overlay è stato rinnovato: copialo di nuovo dal pannello e rimettilo nelle sorgenti del programma con cui mandi in onda.
- Il link dell'overlay ora porta la chiave con sé, e accanto c'è il tasto per farne uno nuovo: se ti scappa in un video o in una chat, lo rinnovi e il vecchio muore subito.
Manuale del bot: personalità, conoscenza e memoria
- In chat il bot non parla più da assistente: niente «implementazione», «non sono in grado», «funzionalità». Se una cosa non è sua lo dice come uno della chat, e una riga di quel tipo non esce e non gli torna in mente.
- Quando parla da solo, il bot lo fa per un motivo e non più a caso: risponde a chi è rimasto senza risposta se sa la cosa, rilancia la chat che si ferma dopo un momento vivo, sale sull'onda quando esplode.
- Risposte e battute di sua iniziativa escono con il tempo di una persona che scrive, mai due di fila dello stesso genere, e se hai appena scritto tu lascia la chat a te.
- Di sua iniziativa il bot non parla più due volte in sei minuti, e il promemoria dei tuoi link esce al più ogni tre quarti d'ora: prima poteva ripeterlo a tre minuti di distanza.
- Nella scheda del bot vedi cosa ha detto da solo, con l'ora e il motivo, e puoi dirgli di farlo solo mentre sei in diretta.
- La chat autonoma parte a zero, come dice il cursore: prima il cursore mostrava 3%, il manuale 5% e il bot stava a zero.
Bot per Kick: cosa c'è, e cosa cambia da Twitch
- Quando la connessione alla chat muore in silenzio il bot se ne accorge e si ricollega da solo, invece di restare acceso e muto con la spia verde.
- Se il permesso di Twitch scade, prova a rinnovarlo da solo prima di chiederti di ricollegare; e una risposta rimasta ferma durante una caduta non esce in ritardo di minuti.
- Ogni novità dice anche dove è successa: le righe stanno sotto il nome della sezione, e quel nome è un bottone che ti porta lì.
- Il bottone che cancella tutto aveva la scritta bianca su rosso chiaro nel tema scuro, poco leggibile proprio dove conta: adesso è scritta in nero.
CONSOLify: i tasti del tuo canale, sul telefono o su una tastiera fisica
- Un'icona caricata come disegno vettoriale viene trasformata in immagine: quello che carichi resta un'immagine e basta.
- Sulla pagina pubblica ora si vede anche CONSOLify, con il collegamento al programma della diretta: prima chi non aveva un account non sapeva che esistesse.
Manuale dell'overlay
- Ogni canale ha un tetto di spazio sul disco per media, effetti, font e icone, e il pannello ti dice quanto ne usi: prima nessuno lo contava.
Manuale della vetrina: pagina link, grafiche e notifiche social
- Compaiono in vetrina anche le grafiche pronte da pubblicare, il registro della moderazione e quello che il bot ricorda dei tuoi spettatori.
- Una carta adesso si stacca dalla pagina più dei bottoni che ci stanno dentro: prima avevano la stessa ombra e sembrava tutto appiccicato sullo stesso piano.
- Le scritte piccole sopra le schede e nel menù laterale erano troppo chiare per leggerle bene: ora hanno il contrasto che serve, col tema chiaro e con quello scuro.
- La finestra delle novità non perde più quello che arriva a giornata iniziata: se una cosa esce dopo che l'hai vista, te la mostra lo stesso invece di darla per letta.
- Quando le novità sono tante, la finestra ne mostra una manciata e dice quante altre ci sono, invece di rovesciarti addosso un muro di righe.
10 settembre 2026
CONSOLify: i tasti del tuo canale, sul telefono o su una tastiera fisica
- Con la regia collegata sul computer, i tasti scena funzionano anche premuti dal telefono o da una tastiera fisica: il pannello aperto lì fa da ponte.
- Se nessun pannello è aperto su quel computer, il tasto te lo dice invece di rispondere «fatto».
- I menù con tante voci non si schiacciano più: prima con dieci scene i nomi venivano tagliati a metà, ora la lista scorre.
- Un tasto si crea da un posto libero: nasce vuoto e si apre la sua scheda, dove costruisci quello che vuoi. Non devi più scegliere un'azione da una tendina prima di poter fare niente.
- Nella scheda ci sono idee pronte — manda un link, manda un suono, cambia scena, vado in pausa — che sono un punto di partenza: poi cambi tutto.
- Collegata la regia, ti do io scene, fonti e transizioni: nei tasti le scegli da un elenco invece di ricopiare i nomi a mano.
- Le schede aperte si aggiornano appena il collegamento va a buon fine, invece di restare come prima.
- Collegare il programma con cui mandi in onda è un clic: indirizzo e porta non te li chiedo, li provo io. Se lì l'autenticazione è spenta, hai finito lì.
- Se invece chiede una password, te lo dico e compare un campo solo per quella. Dalla volta dopo mi collego da solo quando apri la scheda.
- Puoi collegare il programma con cui mandi in onda: compaiono le tue scene, le cambi da qui, e i tasti possono cambiare scena o mutare una fonte dentro una fila di passi.
- Indirizzo e password di quel collegamento restano nel tuo browser: non arrivano al nostro server e non entrano nel database. Con «Scorda tutto» spariscono anche da lì.
- Funziona sul computer dove gira quel programma. Dal telefono i tasti del bot vanno come sempre, ma le scene no, e la scheda te lo dice prima.
- Un tasto può mandare in onda un'immagine, un video o un suono caricati lì sul tasto: non devi più farne prima un effetto con un suo comando in un'altra scheda.
- Durata e volume di quel media si cambiano dal tasto, e quando lo sostituisci il file vecchio se ne va invece di restare sul disco per sempre.
- Un tasto di CONSOLify può fare più cose di seguito, non una sola: dire una frase, aspettare, lanciare un effetto, mandare il risultato di un comando — nell'ordine che scegli tu.
- I passi si aggiungono, si spostano e si tolgono dalla scheda del tasto, e se uno non riesce gli altri succedono lo stesso.
- I tasti che avevi già continuano a funzionare: diventano una fila di un passo solo, senza che tu debba rifarli.
- I tasti di CONSOLify creati prima di oggi ripartono: alcuni non avevano un indirizzo valido e premerli non faceva niente, ora si sistemano da soli alla prima apertura.
- Quello che metti su CONSOLify arriva a tutti i tuoi overlay: premi e parte, senza collegare niente a mano.
- Premere un tasto di CONSOLify senza nessun overlay collegato non dice più «fatto»: l'effetto non avrebbe dove andare, e adesso te lo dice invece di farti credere che sia partito.
- In cima alla plancia c'è una spia che dice se un overlay è collegato, così lo sai prima di premere e non dopo.
- I tasti di CONSOLify hanno il tratto disegnato del resto del sito, e si distinguono sia col tema chiaro sia con quello scuro; i posti liberi si vedono che sono posti, non tasti spenti.
- La plancia vuota non è più una frase: i posti liberi si vedono, e sotto c'è scritto come riempirli — con il consiglio giusto a seconda che tu stia sistemando i tasti o usandoli.
- Ogni tasto di CONSOLify ha il suo indirizzo, e punta al tasto invece che all'azione: se domani a quel tasto cambi mestiere, nome o icona, sulla tastiera fisica non rifai niente.
- Scegli il formato della plancia — da 3×3 a 5×8 — e quanto stanno grandi i tasti: parti da una griglia vera invece che da un foglio bianco, e i posti liberi si vedono.
- Sul telefono la plancia si apre di lato: in verticale i tasti sarebbero francobolli, e te lo dice invece di darteli schiacciati.
- I menù a tendina del pannello sono disegnati come il resto del sito, tutti: prima solo uno lo era e gli altri uscivano col grigio del sistema.
- Quello che scrivi nella scheda di un tasto si salva da sé quando esci dal campo: non c'è più un «Salva» da ricordarsi, e non si perde niente scegliendo un colore.
- Rigenerare la chiave degli indirizzi si fa dal pannello e chiede conferma: i vecchi indirizzi smettono di funzionare subito.
- Quando entri dopo un aggiornamento una finestra si apre in mezzo allo schermo e ti dice cosa è cambiato; se ti sei perso qualche giorno, li trovi tutti in elenco.
- I tasti di CONSOLify si personalizzano in tutto: nome, colore libero, conferma prima di premere, e l'icona la scegli da un elenco disegnato oppure carichi la tua immagine.
- L'immagine che carichi ha un suo indirizzo, così la stessa faccia la puoi mettere anche sul tasto di una tastiera fisica.
- I tasti si trascinano per ordinarli, si duplicano e si spostano fra le pagine.
- La chiave degli indirizzi ora sta coperta: quella scheda si apre mentre streami, e prima si leggeva a schermo.
- Nuova sezione CONSOLify: i tasti del tuo canale sotto le dita mentre streami — contatori, effetti, una battuta, una frase — sul telefono, sul tablet o su un secondo monitor.
- I tasti nascono da soli dai tuoi contatori e dai tuoi effetti, e ognuno mostra com'è andata: premi e leggi il numero nuovo.
- Gli stessi tasti li puoi mettere su una tastiera fisica: la scheda ti dà l'indirizzo già pronto da incollare, e icona e nome li scegli lì.
- Quando il serbatoio delle battute è vuoto, il bot ne costruisce una con i numeri del tuo canale — morti, tentativi, quello che conti tu — invece di chiederne una generica.
- E impara quale modo di costruirle fa ridere lì: dopo averla detta conta chi ride davvero, e la volta dopo usa il modo che ha funzionato.
Manuale dell'overlay
- Il conto alla rovescia può partire da solo quando si apre l'overlay: metti su la scena d'attesa e il conto è già andato, senza premere niente.
Manuale dell'overlay
- Ogni overlay può rifiutare i tasti per conto suo, dall'elenco degli elementi, senza rifiutare anche gli effetti che gli arrivano dalla chat.
- I video degli effetti vanno fino in fondo: prima li chiudeva un tempo memorizzato, e se quel tempo era sbagliato il video spariva dopo un fotogramma senza mai partire.
- Se il browser non dà il permesso di partire con l'audio, il video parte muto invece di restare fermo, e negli errori trovi scritto che è successo.
- Quando un overlay non riesce a far partire un suono o un video, ora lo dice invece di restare zitto: il motivo lo trovi fra gli errori, con scritto cosa non è andato.
8 settembre 2026
- Se la domanda tocca qualcosa che il cervello sa costruire — un calcolo, una deduzione, una catena di cause — risponde lui, e la risposta resta imparata.
- Il conto in chat arriva comunque: se il cervello è spento lo fa il bot, e chi guarda non vede differenza.
- Se il pannello non riesce a contattare il server, la pagina dice di chi è il software invece di mostrare solo un errore.
- Il menù per scegliere l'overlay non è più quello grigio del sistema: è disegnato come il resto del pannello, e si usa anche con la sola tastiera.
- Sul telefono resta quello del sistema, perché lì la ruota è più comoda di qualunque cosa possiamo disegnare.
- Il bot pensa una cosa per volta. Prima più richieste insieme si dimezzavano il processore a vicenda e finivano tutte fuori tempo: nessuna risposta usciva.
- Mentre qualcuno sta parlando, il bot smette di studiare per conto suo. La domanda di una persona viene prima del suo rimuginare.
- L'interruttore delle battute automatiche si spegne da solo se la chat autonoma è spenta, e dice perché: prima si poteva accendere senza che cambiasse niente.
- Le ricette e le domande da enciclopedia funzionano davvero: prima la ricerca non partiva mai e il bot ripiegava su «insegnamela dalla dashboard».
- Il comando delle battute si può rinominare e spegnere dal pannello come tutti gli altri, e ha una sua voce fra le famiglie.
- Se chiami il bot per nome ti risponde sempre. Prima, dopo una risposta restava muto per quarantacinque secondi anche a chi lo chiamava: sembrava morto.
- Ogni tanto dice una battuta da solo, se lasci accesa la chat autonoma. Si spegne dalla scheda Giochi.
- Le battute che fanno ridere escono più spesso: dopo ognuna il bot conta quante persone diverse ridono davvero.
- Le battute si gestiscono anche dalla dashboard, con quante volte sono state dette e quante hanno funzionato.
- Quello che il bot trova cercando se lo scrive. La stessa domanda, la seconda volta, ha risposta immediata.
- Nuovo comando !battuta. Il bot pesca dal serbatoio del canale, e mod e streamer lo riempiono con !battuta aggiungi.
- Non ripete: esce sempre la meno detta di recente, non una a caso.
- Se il serbatoio è vuoto se ne fa venire una dal cervello, con il carattere del canale addosso.
- Le ricette funzionano anche chiedendole come si chiedono davvero: «Bot mi dai la ricetta della carbonara?», non solo «ricetta carbonara».
- Il bot risponde alle domande cercando davvero. Prima restituiva l'introduzione di Wikipedia: a «capitale della Francia» rispondeva quanto è grande la Francia.
- Le ricette arrivano dal ricettario, non dall'enciclopedia: ingredienti e una riga di preparazione, non la storia del piatto.
- Quello che trova lo dice con parole sue, nel tono che gli hai dato. Prima il testo trovato usciva grezzo, e solo quando il modello era spento.
- Nuovo campo Carattere in Personalità: scrivi con parole tue com'è fatto il bot, e vale ovunque parli.
- Se non trova niente che c'entri con la domanda, tace invece di rispondere a caso.
- Il bot fa i conti: «quanto fa 4+4», «7 x 8», «20% di 90», anche con le parentesi. Il risultato lo calcola, non lo indovina, quindi è sempre giusto.
- Quando un numero è ambiguo tace invece di rischiare: «1.000» in italiano è mille, ma scritto in chat può essere uno virgola zero, e non c'è modo di saperlo.
- Se il messaggio non è un conto non risponde. Nessuna risposta a «ho 2 gatti e 3 cani».
- Scegli come il bot parla di sé: femminile, maschile, o senza dirlo. Sta in Personalità, sotto il tono.
- Prima cambiava a ogni frase. Le battute scritte a mano erano tutte al maschile («sono apparso»), e il resto lo decideva lui volta per volta.
- Chi non sceglie niente non rischia: il bot gira la frase e non dichiara nessun genere, invece di darsene uno a caso.
- Puoi sfidare a duello lo streamer. Il bot parla con il suo account e non vede i propri messaggi, quindi lui risultava sempre «non in chat» anche mentre stava scrivendo.
- Si può sfidare anche chi c'è e sta zitto. Prima contava solo chi aveva parlato negli ultimi trenta minuti, e metà della chat era invisibile.
- La scheda del giro guidato non sporge più dal bordo dello schermo mentre compare. Entrava salendo di quattordici pixel, e quando si appoggiava in fondo quei pixel la portavano fuori.
- Sulla pagina link, un avatar con l'indirizzo rotto mostra l'iniziale invece dell'icona di immagine spezzata. Il ripiego c'era da tempo, ma il browser lo rifiutava e non era mai partito.
- Il tasto sotto il mouse lo segue senza scattare. Prima il movimento ripartiva da capo a ogni spostamento del puntatore e non arrivava mai a destinazione.
- I tasti si sollevano davvero quando ci passi sopra: si staccano dalla pagina invece di spostarsi di un pixel, e restano davanti a quello che hanno intorno.
- L'ombra dei tasti non viene più tagliata dal bordo della scheda che li contiene. Su Safari era tagliata sempre, perché quel browser non conosce il permesso di sfogo.
- Chi tiene acceso il movimento ridotto vede la profondità senza il movimento: l'ombra cresce lo stesso, il tasto non si sposta.
- Il giro guidato non finisce più mezzo fuori dallo schermo. Su sette schede, sei avevano almeno un passo con la scheda dei suggerimenti tagliata dal bordo.
- L'ultimo passo, quello che dice dove trovare il manuale, si piantava dove stava il passo prima. Adesso sta in mezzo, e in mezzo davvero.
- Quando il passo indica qualcosa che sta più in basso nella pagina, il riquadro aspetta di stare dentro la finestra invece di seguirlo fuori.
- Nella demo un link diretto a una scheda porta dove dice. Prima si atterrava sempre sulla prima.
- La pagina della moderazione è divisa in tre: Chat per i filtri sui messaggi, Scudo per la difesa dagli attacchi, Registro per quello che è successo.
- Lo stato dello scudo sta dove si accende: acceso o spento, il livello di adesso, quanti follow servono per far scattare l'allarme.
- Le due liste «blocca sempre» e «non toccare mai» stavano in due posti e si cancellavano a vicenda: un nome aggiunto di qua spariva salvando di là. Ora stanno in un posto solo e si salvano da sole.
- Sola osservazione, quanto presto reagire e la segnalazione di chi guarda molti canali: le tre caselle c'erano, il salvataggio le buttava via. Adesso restano.
- Un salvataggio parziale non azzera più il resto. Soglia, timeout ed età minima restavano indietro a ogni «Salva» senza dirlo.
- Nel registro ogni attacco è una scheda che si apre: chi c'era diviso per giudizio, e la pulizia dei follower finti con il numero da riscrivere per confermare.
- Le azioni che non erano riuscite adesso si vedono, e si riprendono da lì.
- Chi scrive nel tuo canale da mesi non finisce più nel mucchio durante un'ondata di follow finti, nemmeno con un nome che somiglia a quelli dei bot.
- Per essere di casa servono una trentina di messaggi e un paio di mesi. Il volume da solo non basta: quattrocento righe in un'ora sono un motivo di sospetto.
- Pesano anche i precedenti. Un account che lo scudo ha già fermato lì da poco parte in salita, e questo vale solo nel canale dove è successo.
- Un giudizio vecchio conta meno di uno nuovo: ogni novanta giorni vale la metà, dopo un anno non ne resta praticamente niente.
- Essere stati lasciati stare durante un attacco non lascia alcuna traccia.
- La fiducia sposta il punteggio, in bene e in male, ma da sola non fa mai togliere nessuno: per agire serve sempre un fatto indipendente.
7 settembre 2026
- Il bot risponde agganciando la risposta al messaggio di chi gli ha scritto, come fa una persona col tasto «rispondi». Vale su Twitch e su Kick.
- Prima di rispondere aspetta un momento, come chi legge e scrive. Adesso quel momento segue il ritmo della chat: se vola risponde subito, se è calma si prende il suo tempo.
- Vede se chi gli scrive è moderatore, abbonato o VIP, e se è la prima volta che scrive da te. Non cambia cosa risponde, cambia il modo: a un nuovo arrivato non dà per scontate le cose del canale.
- Quando parla di sua iniziativa si aggancia a quello che vi state dicendo. L'elenco di frasi fatte non c'è più, e cadeva sempre in mezzo a discorsi che non c'entravano.
- Se non ha niente di suo da dire, sta zitto.
- Lo scudo anti-bot adesso ha sei livelli e sale un gradino alla volta. Prima guarda, poi avvisa i moderatori, poi rallenta la chat, e solo alla fine la chiude ai soli follower.
- Una clip andata bene non fa più chiudere la chat. Tanti follow di cui non si sa niente alzano l'attenzione, non la serranda.
- Quando l'attacco passa si scende un gradino per volta, riaprendo subito quello che non serve più.
- Puoi scegliere quanto presto reagire: prudente, bilanciata o aggressiva.
- Davanti a un'ondata di follow finti il bot riconosce quali nomi vengono dalla stessa fabbrica e toglie solo quelli. Chi era capitato lì in mezzo resta dov'è.
- Se non riconosce nessun gruppo non se lo inventa, e tratta l'ondata come una cosa sola.
- Vengono fermati anche i follow finti che arrivano piano piano, uno ogni pochi secondi per dieci minuti. Passavano indisturbati.
- Un'ondata così veloce da arrivare tutta insieme adesso si vede. Era proprio quella che scappava.
- Per dire che un'ondata è finta il bot aspetta di aver visto quindici follow. Con sei, un picco vero su dodici finiva scambiato per finto.
- Convincendosi a metà ondata riprende anche i follow arrivati prima, invece di partire da quel momento.
- Il ritmo del tuo canale non si impara più da due minuti di attacco. Perché conti servono ore.
- Un raid vero in cui trecento persone salutano con la stessa frase non viene più scambiato per un attacco.
- Una chat che ripete una frase corta tutti insieme nemmeno. Servono trenta caratteri e cinque parole, non quattordici caratteri.
- Il rilevamento dello stesso messaggio da tanti account resta acceso anche spegnendo l'elenco dei nomi da bot.
- Gli attacchi si misurano sull'ora in cui sono successi, non su quella in cui arrivano al bot.
- Ogni attacco diventa una scheda sola invece di trecento righe di registro: quando è cominciato, quanto è durato, quanto forte è andato, chi c'era, cosa ha fatto il bot.
- Un attacco che riprende dopo pochi minuti resta lo stesso attacco, e il conto dei danni non si spezza in dieci pezzi.
- Nella scheda chi è arrivato durante l'attacco è diviso fra bot certi, sospetti e persone vere.
- Finito l'attacco puoi ripulire i follower finti partendo da quella divisione. Le persone vere restano fuori, e per eseguire devi riscrivere quanti account stai per togliere.
- Se il bot si riavvia mentre un attacco è in corso, la scheda si chiude e resta.
- C'è la sola osservazione: lo scudo lavora e scrive cosa avrebbe fatto, senza bannare, bloccare o cancellare niente. Serve per vedere come si comporta prima di lasciarlo agire.
- Un'azione che non riesce non si perde. Resta in sospeso e la fai riprovare dalla console.
- Nel registro c'è anche cosa ha risposto Twitch, non solo se è andata.
- Nella console trovi quanto ha sbagliato: chi era stato segnalato e poi ha scritto in chat era una persona.
- Lo stesso evento che arriva due volte non fa bannare due volte.
- La cancellazione di un messaggio di spam passa avanti alla pulizia dei follower finti, che può aspettare.
- I canali che usano il bot si scambiano quello che scoprono. Un account bloccato durante un'ondata da una parte diventa noto anche agli altri, e la lista cresce da sola.
- Perché un nome entri in quella lista servono tre canali che lo riconoscano ciascuno per conto suo, e solo per cose misurate sul momento.
- Un nome nella lista comune scade dopo tre mesi e si può togliere subito.
- Lo scudo riconosce anche i bot che guardano e basta. Un account presente in molti canali nello stesso momento, che non scrive mai, viene segnalato: decidi tu.
- Il giudizio su un account non somma più tre volte la stessa cosa. Un nuovo spettatore senza foto né bio prendeva lo stesso punteggio di un follow-bot vero.
- Per togliere il follow serve sempre un fatto che una persona non può produrre: il nome riconosciuto, o la presenza in molti canali. Il resto fa solo segnalare.
- Se Twitch non risponde mentre lo scudo controlla l'età di un account, riprova al messaggio dopo.
- Il filtro dei link guarda il dominio del link, non il testo intorno. Bastava nominare da qualche parte un sito permesso e il filtro si spegneva.
- I messaggi normali scritti col punto attaccato, tipo «lascia stare.io ci provo», non vengono più cancellati. Su quindici frasi di chat vere ne finivano cancellate dieci.
- Una parola vietata resta vietata anche scritta con un accento.
- Nel pannello sei scritte avevano l'apostrofo al posto dell'accento, e adesso sono scritte come si deve.
- Quando la cancellazione è finita te lo dice una nuvoletta disegnata come il resto del sito, invece della finestrella grigia del browser.
- Nella finestra di ricerca il Tab non esce più dietro al velo, Escape chiude da qualunque punto e chiudendo il cursore torna dove eri. Prima girava nella pagina sotto, che non si vede.
- Il bot legge e risponde nella chat delle tue dirette YouTube, con gli stessi comandi, moduli e monete di Twitch. Si accende da Stato → Le tue piattaforme.
- Nella sezione Andarsene si vede cosa c'è da cancellare scritto a parole — messaggi ricordati, citazioni, comandi — invece dei nomi interni del database.
- Da Stato → Andarsene puoi cancellare l'account e tutto quello che contiene, file caricati e collegamenti compresi. Non si annulla: per confermare va scritto il nome del canale.
- Se il bot si riavvia mentre un giveaway è aperto, chi era entrato resta in gara coi suoi biglietti. Prima sparivano tutti, e con loro il giveaway.
- Anche una penitenza in corso riprende da dov'era, contatore compreso, invece di spegnersi a metà.
- Se lo scudo aveva chiuso la chat ai soli follower e il bot si riavviava, la chat restava chiusa e nessuno la riapriva. Adesso si riapre da sola al ritorno.
- La ricerca trova quello che c'è scritto dentro le schede — campi, sezioni, pieghevoli, bottoni — e non solo i nomi delle schede. Cliccando ti porta sulla cosa e te la segna, aprendo da sola quello che la nascondeva.
- Dalla ricerca si arriva anche a Scudo anti-bot, Comandi vocali, Conoscenza, Penitenze, Musica e Clip: prima quelle sei sezioni non uscivano mai.
- I moduli a tempo parlano solo mentre sei in diretta: prima riempivano la chat vuota tutta la notte. Dentro al modulo c'è l'interruttore per farli parlare anche a canale spento.
- Dopo un riavvio del bot i timer non partono più tutti insieme, perché l'ora dell'ultimo giro adesso resta salvata. E quelli che scadono nello stesso minuto escono in fila, non in un colpo.
- Un modulo a tempo appena creato aspetta il suo primo giro prima di parlare, invece di partire subito.
- Ogni campo del pannello ha un nome che il lettore di schermo legge: prima 395 caselle su 916 restavano mute. Riguarda i cursori del tema, i pannelli dello Studio, gli avvisi, i compleanni e i premi.
- Sui temi pronti della pagina link la nuvoletta ripeteva il nome scritto sotto al bottone, e ora non c'è più.
6 settembre 2026
- Nella locandina live compare la foto anche degli streamer che hai aggiunto tu alle notifiche: prima restava un cerchio vuoto.
- Le emote nel titolo non diventano più quadratini: vengono tolte, perché nel disegno della locandina non si possono scrivere.
- Le guide hanno lo stesso aspetto del resto: carta, contorno a inchiostro e titoli scritti a mano. Prima sembravano di un altro sito.
- Due guide nuove: una su Kick, che spiega cosa cambia rispetto a Twitch e perché, e una su come moderare la chat senza cacciare le persone vere.
- Il link corto dell'overlay e la tela del tracking non finiscono più fra le pagine che Google visita: non sono pagine, girano dentro OBS.
- La barra dell'Overlay Studio ha le nuvolette: cosa cambia fra un overlay e l'altro, perché il link è nascosto, e cosa succede davvero a OBS se rinomini o elimini.
- Cambiare sezione è uno stacco pulito: la pagina vecchia esce, la nuova entra dal lato da cui sei arrivato.
- Muoversi dentro la stessa sezione è più corto: niente lampo, i riquadri rientrano uno dopo l'altro nell'ordine in cui si leggono.
- Su un computer poco potente lo stacco non spariva più: la modalità leggera serve al carico, non al movimento.
- La pagina «non c'è niente qui» e quella di manutenzione sono diventate una vignetta, col numero 404 nell'angolo come in un fumetto.
- Nove riquadri del sito non avevano il contorno: la lente della ricerca, i campi per scegliere un file e altri. Ora ce l'hanno.
- Sulle pagine di servizio i puntini del retino passavano sopra al testo e lo rendevano quasi illeggibile. Ora stanno sotto.
- Le guide «Come funziona», le legende e i riquadri richiudibili hanno lo stesso aspetto degli altri: carta, contorno a inchiostro e titolo scritto a mano.
- Otto riquadri che si aprono non mostravano nessuna freccia: sembravano testo normale. Ora ce l'hanno tutti.
- Sulle nuvolette corte la coda non sbanda più sull'angolo: resta attaccata al fondo, anche quando la bolla è larga quanto una parola.
- Non supera più mezza bolla di lunghezza. Prima su una parola sola arrivava a due terzi e sembrava appesa a un filo.
- Le sezioni ancora vuote non sono più un buco bianco: sono un riquadro col retino, che dice cosa ci comparirà.
- La riga che apre ogni scheda adesso è una didascalia: un riquadro con la barra d'inchiostro e l'angolo piegato, come nei fumetti. Chi parla ha la bolla, chi racconta ha il riquadro.
- Le nuvolette corte non sono più grandi come quelle lunghe: la coda si accorcia insieme alla bolla.
- Le nuvolette sono disegnate: corpo e coda sono una forma sola, quindi non si vede più la linea che tagliava la coda a metà.
- La coda si piega verso quello che sta spiegando e si ferma prima di arrivarci, come nei fumetti veri.
- La coda delle nuvolette si ferma a metà strada e non copre più il tasto che sta spiegando.
- Il messaggio d'errore ha il bordo a zig-zag di un grido, e la nuvoletta che spiega un valore ha la scia di bollicine del pensiero.
- Gli avvisi che compaiono in basso sono didascalie, con la barra d'inchiostro e l'angolo piegato. Chi parla ha la bolla, chi racconta ha il riquadro.
- Le nuvolette respirano: più larghe che alte, con l'aria attorno al testo e le righe più distanziate. Prima erano piccole e strette e si leggevano male.
- Le nuvolette non compaiono più spostate per poi rimettersi a posto al primo movimento del mouse, e non rallentano più il sito.
- Stanno un po' più in alto e di lato, col becco che punta dentro al tasto, e si vede attraverso: non coprono più quello che stai leggendo.
- Le nuvolette seguono il cursore mentre lo muovi, e la coda è disegnata: curva, come nei fumetti, e punta alla cosa di cui parla anche quando la bolla è finita di lato.
- Compaiono con un piccolo scatto e se ne vanno da sole dopo il tempo che serve per leggerle. Non si spengono più da sole dopo mezzo secondo.
- Il testo dentro è centrato e le righe sono bilanciate, come nei balloon veri.
- Le nuvolette compaiono dove sei col cursore, non al centro della cosa che stai puntando. Sulla tela dell'editor finivano lontanissime.
- Sono palloncini veri: forma tonda, becco che punta dove guardi. Prima erano rettangoli con gli angoli smussati.
- Passando sopra alle vesti dell'overlay adesso c'è scritto com'è fatta ognuna, invece del nome che si legge già sul tasto.
- Le nuvolette col cursore sopra adesso sono di tre tipi: fumetto normale per un comando, squadrato e rosso per le cose che fanno danni, nuvola di pensiero per spiegare un valore o una parola.
- Ce ne sono ventidue in più, sui comandi il cui nome non dice cosa succede: «Studia ora», «Crea clip», «Avvia raid», «Rileva gruppo», «Togli dal web» e altri.
- Le levette hanno il pallino in mezzo e dentro alla pista. Fuori dal telefono era spostato in basso a destra e sbordava.
- La locandina è accesa di suo: se non l'hai mai toccata, parte con il prossimo annuncio. Se l'hai spenta resta spenta, anche salvando un disegno.
- Una diretta su Kick riceve la grafica di Kick e una su Twitch quella di Twitch, anche quando lo stesso canale trasmette su tutte e due. Prima poteva arrivare quella sbagliata.
- L'indirizzo scritto in fondo alla locandina è quello della piattaforma giusta.
- Se la tua immagine del profilo non si scarica in fretta, la locandina parte lo stesso invece di far aspettare l'annuncio.
- C'è l'editor della locandina: sposti i pezzi trascinandoli, ne aggiungi, cambi caratteri e colori, e vedi il risultato mentre lo fai. Annulla e rifai con Ctrl+Z.
- Quando parte la locandina il messaggio si accorcia: titolo e categoria sono già disegnati dentro, sotto restano il tuo nome e il link.
- La locandina arriva anche per gli streamer che hai aggiunto alle notifiche: la grafica resta la tua, dentro ci sono il loro nome, il loro titolo e la loro faccia.
- Il titolo e la categoria compaiono anche a canale spento: si prendono da quelli del canale, invece di restare vuoti.
- «Manda una prova» adesso manda esattamente quello che partirà davvero: se hai acceso la locandina, la prova arriva con la locandina, e te lo dice.
- La locandina ora si disegna anche in produzione: i caratteri non finivano nel programma pubblicato.
- I due tasti tondi in basso a destra non tremolano più quando ci passi sopra col cursore.
- Nelle notifiche Telegram c'è un riquadro per la locandina: la accendi, scegli fra la grafica di Twitch e quella di Kick, e vedi l'anteprima.
- L'anteprima è l'immagine vera, disegnata dal server: quello che vedi è quello che arriva nel gruppo.
- I suggerimenti che compaiono passando il cursore adesso sono fumetti: contorno spesso, coda che punta alla cosa di cui parlano, scritti a pennarello come il resto del sito.
- Un tasto su cui tieni il cursore si disegna sopra a quello che ha intorno. Prima poteva capitare che il riquadro accanto gli passasse sopra l'ombra e sembrasse tagliato.
- Quando parte la diretta, l'annuncio su Telegram porta con sé una locandina: il tuo nome, il titolo della diretta, il gioco e la tua immagine, su una grafica diversa per Twitch e per Kick.
- Vale per tutte le piattaforme collegate, non solo per Twitch.
- Se il messaggio è corto diventa la didascalia della foto; se è lungo parte prima la foto e subito dopo il testo intero, che non viene mai tagliato a metà.
- Se la locandina non si disegna o Telegram la rifiuta, l'annuncio parte lo stesso come prima: chi ti aspetta viene avvisato comunque.
5 settembre 2026
- I suggerimenti che compaiono passando il cursore sopra un comando adesso li disegna il sito, col suo tema. Prima erano la scatoletta grigia del browser, che non si può cambiare.
- Compaiono anche arrivandoci col tasto di tabulazione: chi naviga da tastiera prima non li vedeva mai.
- Il vinile che gira sull'overlay non si blocca più per ricominciare il giro da capo. Succedeva a ogni lettura del brano, e valeva anche per le onde e per il titolo che scorre.
- Nel lettore musica «niente onde» adesso le toglie davvero, invece di lasciarle lì ferme. Le due impostazioni che si sovrapponevano sono diventate una sola.
- La copertina pulsa solo quando Spotify ci dice il tempo del brano. Quando non lo dice resta ferma, invece di pulsare a una velocità che non c'entrava niente con la canzone.
- Il titolo lungo scorre sempre, non più a volte sì e a volte no: si rimisura quando arriva il carattere, quando arriva la copertina e quando cambi la dimensione.
- L'accesso con YouTube è pronto ma non ancora aperto: nella vetrina e nella scheda Piattaforme lo trovi in grigio, «in arrivo». Google deve prima approvare il permesso di leggere quale canale sei.
- Se moderi già il canale di qualcun altro puoi chiedere tu l'accesso al suo pannello, senza aspettare che ti mandi un link. Lo trovi nella scheda Stato.
- Su Twitch la richiesta arriva allo streamer già confermata: prima di mostrargliela chiediamo a Twitch chi modera quel canale.
- Chi ha il canale vede le richieste in attesa nella scheda Stato e risponde con un tasto. Finché non dice di sì, chi ha chiesto non vede niente e non occupa un posto del piano.
- L'invito a un moderatore ora si manda anche a chi sta su Kick: scegli la piattaforma e scrivi il nome.
- Chi è stato invitato entra dalla sua piattaforma, non per forza da Twitch.
4 settembre 2026
- La chiave API del canale non si conserva più: ne resta solo un'impronta. Si vede una volta sola, quando la generi — nemmeno noi possiamo rileggerla.
- I backup del database sono cifrati: una copia che esce di casa è rumore senza il segreto del server.
- I segreti dei collegamenti (bot Telegram, Spotify, TikTok, 7TV) non stanno più in chiaro nel database: ognuno ha la sua chiave, e quella chiave è a sua volta chiusa a chiave.
- Ogni segreto è legato al suo posto: preso da un account e messo su un altro non si apre più.
- Nell'Overlay Studio il titolo «Gira il telefono» non copre più l'icona sopra di sé.
- I tre passi per mettere l'overlay in OBS tornano a leggersi come frasi intere, invece di spezzarsi in due colonne.
- Niente più schermate vuote scorrendo una scheda: alcune carte restavano spente e lasciavano al loro posto un buco alto quanto loro.
- Sul telefono il contorno non resta più acceso sull'ultimo tasto premuto: gli effetti del passaggio del mouse ora valgono solo dove un mouse c'è davvero.
- Su telefono le schede Notifiche, Moduli e Avvisi non escono più dallo schermo: il testo si tagliava a metà frase e la pagina scivolava di lato.
- La ricerca ha il tema del sito: contorno pieno, filtri a pastiglia e le voci che si sollevano. Prima era rimasta col disegno di prima.
- Anche gli elenchi, le schede della libreria, i blocchi della pagina link, i contatori e le spunte hanno il contorno giusto.
- Il bot legge la tua pagina link mentre risponde: titoli, testi, link, social, conti alla rovescia e soprattutto le FAQ che ci hai scritto tu.
- Cambi la pagina e cambia subito quello che sa, senza rifare niente. Se la spegni, smette di usarla.
- Nell'elenco «cosa sa il bot» ora compaiono anche quelle voci, marcate «dalla tua pagina link»: si cambiano sulla pagina, non da lì.
- Il manuale del bot e la guida della scheda Conoscenza sono aggiornati: scheda, quando, fissate, quaderno, parole da bloccare e pagina link.
- I contorni non vengono più tagliati: dentro le schede ogni bottone aveva l'ombra rasata sui quattro lati, e nelle colonne che scorrono il bordo spariva di lato.
- Sul tema chiaro tornano le ombre piene che mancavano: una riga di stile sbagliata le spegneva tutte, mentre sul tema scuro si sono sempre viste.
- Nella scheda puoi elencare le parole che il bot non deve mai scrivere (il cognome, la via, il nome della scuola): se una finisce in una risposta, il bot non la manda.
- La scheda non parte più vuota: quando il bot rilegge il tuo profilo riempie chi sei, gli orari e dove ti trovano, senza toccare quello che hai scritto tu.
- Nella scheda Conoscenza puoi compilare la tua scheda: chi sei, cosa fai in diretta, gli orari, dove ti trovano, come deve chiamarti e cosa non deve dire di te.
- Il bot sceglie le voci di conoscenza più vicine alla domanda, non le ultime che hai scritto. Puoi scriverne quante vuoi.
- Ogni voce può valere sempre, solo quando sei in diretta o solo quando sei offline. Puoi anche fissarla, così il bot ce l'ha davanti in ogni caso.
- Le frasi che scrivi in Personalità ora arrivano al bot come esempio del tuo modo di parlare. Prima restavano lì.
- Nel quaderno del bot scrivi come deve rispondere, e vedi anche quello che gli è già stato insegnato.
- Nella dashboard i menù a tendina restano in riga con i bottoni accanto, invece di andare a capo da soli.
- In chat pubblica risponde il bot del tuo canale: non si ricorda degli utenti e non parla di sé.
- Le risposte salvate non escono più sempre uguali: il bot le riformula. Se contengono un link restano identiche.
- Attorno a un video o a una musica incorporata non si vedono più gli spicchi vuoti negli angoli: li riempie il colore del bordo, così sembrano cornice.
- Puoi scegliere il colore dietro al riquadro, per intonarlo a quello che si vede dentro al contenuto.
- I riquadri di video, musica e pagine incorporate, la copertina e i bottoni dell'informativa hanno lo stesso bordo e la stessa ombra del resto della pagina: prima avevano un filo sottile che non cambiava mai col tema.
- La scritta che scorre è tornata a scorrere: si era fermata perché due cose diverse avevano lo stesso nome dentro al foglio di stile.
- La sua velocità funziona per la prima volta: «lenta», «media» e «veloce» non arrivavano mai alla pagina, andavano tutte alla stessa andatura.
- L'editor della pagina link è a tre zone come il banco dell'overlay: i pezzi a sinistra, l'anteprima al centro, i comandi del pezzo scelto a destra.
- Scegli un pezzo (o cliccalo nell'anteprima) e i suoi comandi compaiono a destra, con scritto sopra di quale pezzo sono.
- Il tutorial della pagina link parte chiuso e sta in fondo: aperto si mangiava mezza colonna e la lista dei pezzi non si vedeva.
- I pezzi della pagina link non sono più tutti spalancati insieme: una riga per pezzo, che si apre una alla volta e resta aperta anche se lo sposti o lo duplichi.
- Nel tema scuro il contorno disegnato si vede: era nero su nero, quindi non c'era, e restavano solo gli aloni rosa.
- La barra in basso, la lente della ricerca e le icone parlano la stessa lingua del resto: contorno disegnato e ombra a timbro.
- La barra in basso è opaca: su alcuni telefoni il testo della pagina si leggeva attraverso.
- Le pagine link pubblicate non portano più i commenti del nostro codice: chi apriva gli strumenti del browser su una pagina qualsiasi ne trovava trentasette.
- La pagina link ora si allarga su tutto lo schermo come il banco dell'overlay: prima restava dentro una colonna da mille pixel e l'anteprima era piccola.
- I titoli delle sezioni non sporgono più sopra la carta, e la freccetta che le apre è tornata una punta invece di un rombo.
- La pagina link ha molte più cose da cambiare: carattere dei titoli separato, maiuscolo, interlinea, aria fra i pezzi, colore del testo dei bottoni e spessore del bordo.
- C'è una scheda «CSS» dove scrivere il tuo: arriva per ultimo, quindi vince su tutto il resto.
- La pagina link: l'aspetto non è più una colonna sola da ventidue voci, ma sei schede — Temi, Impianto, Scrittura, Colori, Bottoni, Modi — con i campi affiancati.
- L'anteprima della pagina link è passata a sinistra, con i comandi a destra: si legge come il banco dell'overlay.
- Puoi cambiare la grandezza del testo della pagina link (80–130%) e il suo spessore: leggero, medio o marcato. Prima era grassetto e basta.
- Il puntatore disegnato adesso resta scelto: lo salvavi e alla ricarica tornava indietro da solo.
- Il titolo della home usa gli stessi due colori del resto della pagina: le parole nel colore del testo, quelle in risalto nel rosa del marchio. Prima aveva un rosa tutto suo che al buio restava scuro come il fondo.
- I bottoni scelti e quelli rossi hanno di nuovo il loro contorno: il bordo era dello stesso colore del riempimento, quindi spariva dentro, e restava solo l'ombra su due lati — sembravano ritagliati male.
- I riquadri «ultimo follower» e «ultimo sub» prendono la veste come tutto il resto: prima quei bottoni non facevano niente e le due etichette restavano com'erano mentre l'overlay cambiava tema.
- «a tutto l'overlay» adesso li prende davvero tutti: prima saltava quei due, il conto alla rovescia e i contatori.
- Ai due riquadri puoi scegliere forma, materia e cornice, come agli altri pezzi.
- L'anteprima dei due riquadri mostra quello che va davvero in onda: prima ne disegnava uno e in diretta ne arrivava un altro.
- L'alone dell'alert e quello della materia neon si accendono: c'erano da sempre e non si erano mai visti.
- Con la veste manga l'ombra è netta invece che sfocata, come un secondo segno d'inchiostro.
- Il sito era irraggiungibile: la configurazione del guardiano d'ingresso non era valida e lui, per questo, non si avviava. Rimessa a posto e verificata col programma vero prima di spingerla.
- Un elemento con la Dimensione cambiata arriva davvero al bordo dello schermo: rimpicciolito si piantava prima e sembrava bloccato lì, ingrandito usciva dalla tela.
- Segue il dito com'è giusto mentre lo trascini, a qualunque Dimensione.
- Le immagini e i video dei comandi finiscono in diretta dove li hai messi nell'anteprima, anche quando li rimpicciolisci.
- Il player non si strizza più a seconda di dove lo metti: posato al centro o a destra si stringeva, e il titolo finiva tagliato. Ora è largo quanto gli serve, ovunque lo porti.
- Il player è cresciuto: le misure partono da dove prima finivano, e c'è la misura «enorme».
- «Enorme» c'è per tutti i widget, non solo per la chat: player, obiettivi, ultimo follower, ultimo sub, contatori.
- Il player ha i temi, e un tema prende la forma dell'oggetto vero. Cassetta: titolo e artista sull'etichetta, sotto la finestrella con le due bobine che girano.
- Vinile: il disco esce dalla busta e gira, con i solchi e l'etichetta al centro.
- Terminale: mono, prompt e cursore che lampeggia. Manga: retino, contorno d'inchiostro e il titolo in lettering.
- Ha il corpo: **slim** se lo vuoi sottile, **cicciotto** se lo vuoi generoso. È un asse a parte dalla dimensione: uno cambia le proporzioni, l'altro la scala.
- Le onde ballano quanto è carico il brano: una ballata si muove piano, un pezzo tirato spinge. Lo dice Spotify, non lo inventiamo noi.
- Un titolo lungo non allarga più il player a mezzo schermo: la colonna del testo ha il suo tetto e il titolo scorre, come deve.
- Quel tetto lo scegli tu: «Larghezza del testo» dice quanto può allargarsi prima che il titolo si metta a scorrere. A zero decide il corpo.
- «Parti da quanti ne ho adesso» adesso è una spunta che resta, non un tasto da premere ogni volta. Il numero lo tengo allineato io a quello vero di Twitch.
- La Plancia è disegnata come il resto del sito: contorno d'inchiostro, angoli tirati a mano, nomi in lettering.
- Quando scorri fra le sezioni partono le linee di concentrazione dalla scheda che stai guardando, come in una vignetta.
- Il tratto disegnato adesso arriva ovunque: interruttori, campi, cartellini e tutti i pulsantini hanno il contorno d'inchiostro e gli angoli tirati a mano.
- Gli interruttori sono disegnati anche loro: contorno, pallina con il suo bordo, e lo scatto a scatti invece che scivolato.
- Le schede sono vignette: angoli quadri, contorno spesso e il titolo in una fascia d'inchiostro in alto, come la didascalia di una tavola.
- Il grigio pieno è sparito: le superfici secondarie sono a retino, come il mezzotono stampato.
- Il tratto ha una gerarchia: la vignetta è più spessa del comando, il comando più del dettaglio. È così che si legge la profondità.
- I pulsanti sono a tinta piatta, senza sfumature: in una tavola il colore è pieno o non c'è.
- Quando arrivi con la tastiera su un comando si vede subito dove sei: cornice d'accento netta, senza niente che copra quello che hai intorno.
- Il tema scuro non è più bianco e nero: il fondo tira al prugna e la carta al rosa, come i colori del logo. Anche di notte è la stessa pagina stampata.
- Il titolo di una scheda è una targhetta nell'angolo, con la freccetta dentro: si legge come la didascalia di una vignetta.
- Il sito scarica il 16% in meno: quello che arriva al browser è compresso.
- L'anteprima che compare quando incolli un link di SocialBot è ridisegnata come il sito: lettering, retino e targhetta d'inchiostro.
- La pagina delle novità torna a mostrare le novità: era vuota, e con lei l'elenco nel pannello.
- I titoli grandi sono contornati come le lettere del logo: pieno colorato dentro, tratto nero attorno.
- La vetrina si apre a scaglioni, un pezzo alla volta, con lo scatto dell'animazione giapponese invece della dissolvenza sfocata.
- Anche il cambio di sezione ha perso la sfocatura: adesso è uno stacco netto, come si passa da una vignetta all'altra.
- L'avviso di errore arriva con la sua scossa: si capisce che qualcosa è andato storto anche solo da come si muove.
- Il marchio in alto trema un attimo quando ci passi sopra, come una cosa disegnata a mano.
- Di notte si legge: il contorno nero spariva nel fondo scuro, ora ha il filo di carta attorno come nelle tavole stampate.
- Le linee di concentrazione dietro il titolo si sono calmate: erano un fondale che copriva tutto, adesso convergono sul titolo e gli lasciano aria attorno.
- Il titolo grande ha il pieno del marchio, lo stesso della «b» di bot, dentro il contorno: prima era una parete di colore piatto e su telefono le lettere si gonfiavano fino a chiudersi.
- La home non si ricompone più sotto gli occhi mentre carica: arriva già fatta, e non balla più.
- È la stessa per tutti: prima chi cercava su Google trovava una pagina scritta a parte, solo in italiano, diversa da quella che poi si apriva davvero.
- Le tre lingue sono diventate indirizzi veri: cambiando lingua l'indirizzo cambia con te, e lo puoi salvare o mandare a qualcuno.
- Nell'Overlay Studio la veste si sceglie sempre, non solo quando crei un overlay: in cima a ogni barra ci sono le nove vesti, e sotto cambi quello che vuoi.
- «A tutto l'overlay» le applica in un colpo a tutti gli elementi, invece di rifare le stesse undici scelte per alert, chat e ogni widget.
- Adesso una veste veste davvero tutto: prima sceglievi Manga e la chat restava a metà, gli obiettivi e il player non se ne accorgevano nemmeno.
- Il player segue la veste: «Nastro» lo fa diventare una cassetta, «Terminale» un terminale, «Manga» il manga.
- Il manga adesso c'è dappertutto: overlay, pagina link (in chiaro e di notte) e grafiche social.
- La pagina link in manga è carta e inchiostro davvero: contorni neri, ombra piena spostata, titoli a pennarello.
- Il carattere a pennarello lo scarica solo chi sceglie quel tema: le altre pagine link restano leggere come prima.
- L'avatar segue il tema: prima aveva un alone sfumato suo che stonava su una pagina disegnata.
- Nel riquadro che chiede il consenso, «Dettagli» finiva da solo schiacciato nell'angolo in basso a destra e sembrava caduto fuori: ora sta dentro la frase che spiega, e i due pulsanti si dividono la riga.
- Il tema Manga adesso è disegnato davvero: retino stampato sulla carta, contorni spessi coi pieni dentro, e di notte le linee di concentrazione che convergono sul tuo nome.
- Puoi accendere un puntatore del mouse disegnato coi colori del tuo tema: una penna, e una stella su quello che si può premere. Su telefono non cambia niente.
- Chi visita la tua pagina può cambiare idea sui contenuti di altri siti: prima la scelta era per sempre e il riquadro non tornava più. Ora nel piede c'è «Contenuti di altri siti» che lo riapre.
- Se dice di no dopo aver detto di sì, il no vale davvero: la pagina si ricarica, così da quei siti non parte più niente.
- Sulla pagina link online non funzionava niente di quello che si clicca: il riquadro del consenso non compariva, «Carica il contenuto» non rispondeva, il conto alla rovescia stava fermo. Ora funziona.
- Nell'interfaccia non ci sono più emoji di sistema: dove dicevano qualcosa — «bloccato», «animato», «in attesa» — ora c'è il segno disegnato, con lo stesso tratto del resto.
- Le emoji che il bot scrive in chat restano dov'erano: quella è la sua voce.
- Gli obiettivi si impostano in un posto solo: il traguardo vale per tutti i tuoi overlay, e non lo devi rifare scena per scena. Dove sta e come si vede lo decidi ancora sull'overlay che stai componendo.
- La barra di un obiettivo non torna più indietro: se arrivavano follower mentre il numero vero era ancora quello di poco prima, il totale a schermo calava. Ora no.
- Nell'anteprima dello Studio la barra di un obiettivo era vuota anche a 662 su 1000: adesso si riempie davvero.
- L'anteprima non ti mostra più un overlay diverso da quello che va in onda: la cornice degli elementi era disegnata in un modo qui e in un altro in diretta.
- Il titolo lungo del player scorre anche nell'anteprima, invece di restare tagliato.
- Spuntare «parti da quanti ne ho adesso» non ti butta più fuori dalla scheda che stavi modificando.
- I comandi delle onde del player dicono cosa fanno: uno le mostra o le nasconde, l'altro decide cosa balla a tempo.
- Google mostrava ancora il logo vecchio: l'indirizzo da cui lo prende non cambiava mai, quindi non aveva motivo di riscaricarlo. Adesso cambia.
3 settembre 2026
- Nell'overlay c'è il player: quello che stai ascoltando su Spotify, a schermo. Compare quando la musica parte e sparisce quando la fermi.
- Il player è tuo dalla copertina in giù: quadrata, tonda o un vinile che gira, avanzamento come barra o come anello attorno alla copertina, onde che ballano a tempo.
- Ancora: lo sfondo può prendere la copertina sfocata o i colori del disco che scorrono, il titolo lungo scorre e l'entrata in scena la scegli tu.
- Il player va a tempo con quello che suona: le onde ballano sul battito vero del brano, e volendo pulsa anche la copertina.
- Il player non sparisce più mentre la canzone va: un intoppo di Spotify o il vuoto fra due tracce lo spegnevano per un attimo, e poi rientrava.
- In pausa invece sparisce davvero, se è quello che hai scelto: prima restava lì.
- Player e conto alla rovescia se ne vanno con una dissolvenza, non di colpo.
- Le forme con gli angoli tagliati non lasciano più uno spigolo chiaro: l'ombra seguiva il rettangolo invece della forma.
- La disposizione è tua: copertina a sinistra, a destra, sopra come un poster, o solo la copertina col cerchio che si riempie.
- Titolo e artista possono stare su due righe, e nei testi si può usare anche il nome dell'album.
- C'è il conto alla rovescia di inizio diretta: scegli i minuti e parte. Sta nel canale, quindi ricaricare l'overlay o riavviare tutto non lo azzera.
- Un obiettivo può partire da dove sei già: «1000 follower» invece di «altri 1000». Il tasto «Quanti ne ho adesso» va a chiedere il numero vero a Twitch.
- Spostare le cose nello Studio non le fa più saltare: prendevi un elemento e scattava sotto il cursore, tanto più lontano quanto più era vicino a un bordo.
- Un elemento non può più uscire dallo schermo mentre lo trascini.
- «Allinea a sinistra» adesso lo attacca davvero al bordo.
- L'occhio di un livello si vede quando è chiuso: prima l'elemento spariva ma l'icona restava un occhio aperto.
- Il puntino del cursore non sparisce più quando si aggancia a un pulsante: con il cursore nascosto era l'unico modo di sapere dove stavi puntando.
- Un elemento dell'overlay si modifica in un posto solo, accanto alla tela: scegli e hai davanti tutto quello che lo riguarda, senza scendere sotto e perdere di vista l'anteprima.
- Anche i contatori hanno i loro comandi lì: cosa scrivono, colori, carattere, con o senza sfondo.
- I comandi di un elemento sono raggruppati a fisarmonica: prima si scorreva per dodici schermate solo per l'alert, ora ne basta una.
- Il player ha la stazza di un player: la copertina era grande un francobollo perché seguiva la misura delle pastiglie.
- Scegliendo un elemento non compare più l'aspetto di un altro: una regola di stile teneva a schermo un blocco che era stato nascosto.
- Anche gli obiettivi si modificano tutti dal pannello: conta, traguardo, partenza e dove stavano ancora nella carta sotto la tela. Nell'elenco resta il nome, il conteggio e i due tasti.
- Nello Studio la tela ha tutto: obiettivi e contatori si trascinano come gli alert, con maniglie, frecce, aggancio e annulla. Prima si potevano mettere in posizione solo scrivendo numeri in un modulo.
- Gli angoli della tela sono quelli veri dell'overlay: un obiettivo «in alto a destra» sta a filo dello schermo, e non usciva più dal riquadro come faceva prima.
- Livelli e Proprietà non coprono più la tela: sono due sponde ai lati, si arrotolano per far spazio, si staccano trascinandole e si riagganciano con un doppio clic.
- Dimensione e Rotazione hanno un comando solo, cursore e casella insieme: erano due comandi separati che si contraddicevano, e sullo schermo si leggevano tre numeri diversi per lo stesso valore.
- Annulla riporta indietro anche il player e il conto alla rovescia: li spostavi e Annulla li lasciava dov'erano.
- Nei Livelli ogni elemento dice dov'è in percentuale, come le Proprietà e la barra sotto la tela: prima un elemento appena scelto diceva «in alto a sinistra» mentre le Proprietà dicevano già 2%.
- La regolazione fine sopravvive al salvataggio: le frecce dello Studio spostano di un pixel, ma il salvataggio arrotondava a percentuali intere e ricaricando l'elemento tornava indietro, fino a dieci pixel.
- I contatori seguono le stesse regole degli altri elementi su misure, colori e caratteri: quello che imposti resta nei limiti previsti.
- La maniglia per ruotare si raggiunge sempre: per un elemento in cima alla tela finiva tagliata fuori dal riquadro, e ora passa sotto.
- L'elemento che stai modificando sta davanti agli altri: prima un vicino gli copriva le maniglie e si prendeva il clic.
- Ogni overlay è una sessione di lavoro a sé: quello che sposti in uno resta lì. Prima player, conto alla rovescia, obiettivi e contatori avevano una posizione sola per tutto il canale e ti seguivano ovunque.
- Ogni overlay ha il suo Annulla: annullare in una scena non disfa quello che hai fatto in un'altra.
- Lo Studio ha la marcia fine: tieni Ctrl (o ⌘) mentre trascini e il puntatore va a un quinto, così arrivi sotto il pixel. Prima il movimento più piccolo possibile col mouse era di due pixel e mezzo di overlay.
- Con Maiusc premuto l'elemento resta dritto sull'asse in cui l'hai avviato, senza sbandare.
- La rotellina non ridimensiona più da sola: scorrendo la pagina sopra la tela cambiavi misura all'elemento senza volerlo. Ora serve Alt per la misura e Maiusc per la rotazione.
- Lo zoom della tela arriva al 400%, perché sotto il 227% un pixel dell'overlay non si vede nemmeno.
- Il sito ha preso il tema dal marchio: la sfumatura dal magenta al vino che c'è nel logo passa ora nei titoli e nei pulsanti, e il contorno scuro che tiene insieme le lettere tiene anche i pulsanti e le pastiglie.
- Vale dentro e fuori, in chiaro e in scuro: sul fondo scuro il contorno ha un filo di luce, così si legge come si legge il marchio.
- L'occhio dei Livelli toglie l'elemento dalla scena in cui stai lavorando, non da tutte: puoi avere una scena con un obiettivo e un'altra con un altro.
- L'interruttore di un elemento, quello nel suo pannello, resta invece valido ovunque: uno spegne l'elemento, l'altro lo toglie da una scena sola.
- Il sito è disegnato a mano come il marchio: i titoli hanno il tratto del logo, i riquadri hanno angoli storti come tirati a penna e i pulsanti portano l'ombra piena dell'inchiostro.
- I pulsanti si timbrano invece di illuminarsi: premendoli scendono sull'ombra come un timbro sulla carta.
- Il carattere disegnato è ospitato sul nostro server come tutti gli altri, quindi la pagina non chiede niente a nessuno per disegnarsi.
- Il sito è una tavola di manga: il fondo è carta, dietro al titolo ci sono le linee che convergono e sopra passa il retino a puntini.
- Dentro e fuori parlano la stessa lingua: pulsanti, menù, pannelli, elenchi e perfino il cursore hanno il contorno d'inchiostro.
- Le parole in risalto del titolo si colorano da sinistra a destra quando la pagina arriva, come le colorerebbe un disegnatore.
- I testi piccoli sono più scuri: su carta chiara quelli di prima si leggevano male.
- Il lettering disegnato è dei titoli, dei comandi e del marchio; il testo che si legge ha un carattere pulito, come in una tavola vera.
- La schermata di caricamento è una vignetta: linee che convergono sul marchio, retino e il logo che si timbra.
- Su telefono le ultime righe in fondo alla pagina non finiscono più sotto la barra dei pulsanti.
- Menù, cassetto, campi e interruttori hanno il contorno d'inchiostro come tutto il resto.
- Il puntatore è disegnato: una freccia con il contorno d'inchiostro, e non insegue più il mouse, quindi non resta mai indietro.
- Anche le guide e l'anteprima dei link sono tavole: carta, linee che convergono, retino e lettering disegnato.
- Il marchio nella schermata di caricamento è dentro la pagina stessa: non lo si chiede più alla rete, quindi non può mancare.
- Sopra le cose che si cliccano il puntatore diventa un lampo a quattro punte: cambia forma senza rincorrere il mouse, quindi non resta indietro.
- Passando sopra un pulsante, attorno a lui si allarga una sagoma d'inchiostro, e la stella del puntatore ci si muove dentro.
- Il lettering del sito è il pennarello del marchio, non un carattere tondo da fumetto per bambini.
- Se il sito non riesce a caricarsi resta comunque la sua pagina, vestita come tutto il resto, invece di una schermata spoglia.
- Anche il carattere «manga» che puoi scegliere per l'overlay ora è un pennarello vero.
- Le cose arrivano a scatti invece di scivolare, come i disegni tenuti due fotogrammi nell'animazione giapponese: si sente più veloce.
- Gli avvisi entrano di slancio e quelli di errore danno una scrollata, così non passano inosservati.
- Barre di avanzamento, equalizzatore e misuratore del volume si muovono senza far ricalcolare la pagina: il movimento è più fluido, soprattutto sull'overlay in diretta.
- Il puntatore disegnato ora vale ovunque: prima su alcune intestazioni e barre di sezione tornava quello di sistema.
- Scegliendo un obiettivo sulla tela le sue proprietà — colori, carattere, forma, cornice, opacità — si aprono lì accanto, come per ogni altro elemento.
- Trascinare un contatore non lo fa più saltare a metà schermo, e ora si può anche ruotare.
- L'occhio di «Obiettivo» e «Contatori» funziona davvero: prima si spegneva e al ricaricamento tornava acceso, quindi non si potevano togliere da un overlay.
- Il giro guidato insegna invece di raccontare: ogni tappa è un passo da fare, con la luce puntata sul comando che nomina — e se sta dentro una sezione chiusa, la apre.
- Tre schede che il giro saltava (Avatar 3D, Grafiche social, Scudo anti-bot) adesso ce l'hanno.
2 settembre 2026
- Gli obiettivi sono quanti ne vuoi, non uno: ognuno col suo traguardo, il suo angolo e il suo aspetto — colori, carattere, forma, cornice, dimensione, opacità.
- Due obiettivi che contano la stessa cosa salgono insieme: una scala («100 follower», «500 follower») si fa senza rifare niente a mano.
- C'è il manuale dell'overlay: i sette elementi, i valori di base, le parole da usare nei testi degli alert e cosa fare quando non si vede niente.
- Nell'overlay c'è l'obiettivo: una barra che si riempie da sola mentre arrivano follower, sub o bit, col conto vero e un tasto per ripartire da zero.
- I contatori sono diventati un elemento dell'overlay come gli altri: si spengono dall'elenco e prendono la veste della scena, senza perdere i colori che gli hai dato tu.
- Gli sfondi dell'overlay c'erano ma non si vedevano: alert, chat e widget uscivano trasparenti, quindi scritte bianche appoggiate sul gioco. Ora si vedono.
- L'overlay non è più viola Twitch di serie.
- La prima volta che entri in una scheda, il bot te la fa vedere passo passo: a cosa serve, cosa c'è dentro con la luce puntata sopra, e dove leggere di più.
- Il giro si vede una volta sola e si rifà quando vuoi dal «?». Se stai già facendo qualcosa non parte.
- I comandi pronti sono tradotti: nome e spiegazione escono in italiano, inglese e spagnolo come il resto del pannello.
- I giochi si creano tutti da un posto solo: prima c'erano due riquadri che facevano la stessa cosa e uno ti spostava in un'altra scheda per finire il lavoro.
- Si sceglie chi lancia il gioco — il bot a sorpresa, o uno spettatore che scrive un comando — e il resto si adatta.
- Nell'editor dei giochi le parole magiche offerte sono quelle che a un gioco servono: monete, caso, numeri, chi scrive. Le altre restano a un clic.
- Sul telefono il «?» apre guide, manuali e novità dentro al menù, come righe: prima usciva una tendina più larga del menù e si leggeva mezza parola.
- Anche il cambio canale sul telefono è diventato un elenco, per lo stesso motivo.
- Tutto quello che si chiama con un «!» adesso si gestisce: una quarantina di comandi pronti, ognuno da spegnere, rinominare o riservare a sub, VIP e moderatori. Li trovi in Comandi, in fondo.
- «!giochi» risponde una volta sola: prima usciva l'elenco dei giochi di chat e, subito sotto, quello dei giochi con la webcam — anche a chi la webcam non la usa.
- Un comando di una famiglia spenta non risponde più e il pannello te lo dice, invece di lasciarti indovinare perché tace.
- Ogni gioco si accende e si spegne da solo, si rinomina e si può riservare a sub, VIP o moderatori: prima i comandi erano fissi e non si poteva toccarne nemmeno uno.
- La scheda Giochi elenca tutti i comandi veri: ne mostrava dieci su trenta, e cinque giochi — pesca, roulette, furto, regala, manche — non li nominava affatto mentre il bot li annunciava in chat.
- «!giochi» in chat dice i giochi accesi coi nomi che hai scelto tu, invece di un elenco fisso che poteva non corrispondere.
- La promo social è passata dalle Notifiche, dove sta di casa: nella scheda Giochi non c'entrava niente.
- Ogni scheda del pannello ha il suo manuale o la sua guida: prima ce l'avevano sei schede su ventiquattro, e nelle altre il «?» in barra non aveva niente da offrire.
- Sette manuali nuovi: il bot, la moderazione, sondaggi e sorteggi, la diretta, la vetrina, l'abbonamento e le emote. Con i valori di base e i limiti veri, non descrizioni generiche.
- Il sito ha i colori del logo, chiaro e scuro: prima la carta era calda e l'accento arancione, e con un marchio magenta non c'entravano niente.
- Sul tema scuro il logo ha di nuovo l'alone dietro anche nella pagina pubblica e nelle guide: ce l'aveva solo la barra in alto.
- L'anteprima che esce quando condividi un link, e l'icona dell'app, sono dei colori nuovi: restavano indietro di un marchio.
- Le scritte più tenui, il verde e l'ambra adesso si leggono: stavano sotto la soglia di contrasto anche prima del cambio.
- Nella barra c'è un «?» che porta a guide, manuali e novità — e in cima quella della scheda che stai guardando.
- L'avviso della guida impara: dove sei già entrato e uscito senza fare niente arriva prima, e se gli dici due volte «non serve» sta zitto per un mese.
- Quando si vede che sei in difficoltà — fermo, un errore appena uscito, la rotella su e giù, o ci torni per la terza volta — il bot ti dice che per quella scheda c'è una guida. Si zittisce per sempre con un clic.
- Se è una guida, si apre sul punto che dice cosa fare in SocialBot: non su una spiegazione generica.
- Privacy, termini, invito ai moderatori e sblocco hanno lo stesso aspetto del resto del sito e seguono il tema che hai scelto: erano rimaste scure e viola.
- Su Kick il bot scrive con il tuo account, come su Twitch: prima provava con un account suo e Kick rifiutava, quindi in chat non usciva niente.
- La pagina pubblica è dello stesso colore del resto del bot e segue il tema che hai scelto, chiaro o scuro: prima era scura e basta, anche se avevi scelto chiaro.
- Dalla pagina pubblica si arriva a guide, manuali e novità con un clic: prima stavano solo in fondo alla pagina.
- Quando condividi un link di SocialBot esce l'anteprima giusta: privacy, termini, invito ai moderatori, sblocco e mini app non ne avevano nessuna, e le chat mostravano una cartolina vecchia.
- Se Kick non manda niente, il pannello dice quale delle quattro cause è — e c'è un tasto per rifare l'iscrizione agli eventi senza ricollegare l'account.
- Ci si registra anche con Kick: se trasmetti solo lì non ti serve un account Twitch, e le parti che senza Twitch non funzionerebbero il pannello te le dice spente invece di fingere.
- Il bot funziona davvero su Kick: gli eventi che Kick ci mandava venivano rifiutati dal sito, quindi il collegamento riusciva e poi non arrivava niente.
- Su Kick il bot non si ascolta più da solo: le sue risposte non contano come messaggi della chat.
- Il menù laterale si chiude cliccando fuori, non solo con la X: su schermi larghi restava aperto.
- Ci sono due manuali, uno per i giochi e uno per i moduli: cosa fa ogni comando, quanto costa, quanto paga, e cosa vuol dire ogni variabile. Li apri dalle schede Giochi e Comandi.
- C'è una pagina Novità, e in cima al pannello trovi quello che è cambiato da quando non guardavi: se aggiungiamo qualcosa, adesso lo sai.
- Le pagine che si aprono senza login tornano a funzionare: la home restava sotto il velo di caricamento, l'overlay in OBS era bianco, e l'invito ai moderatori e lo sblocco con passkey non facevano niente.
- Il marchio nuovo: il logo nella barra in alto al posto della scritta, e la schermata di caricamento che respira invece dello sfondo.
- Il logo nuovo arriva anche a chi era già passato dal sito: prima restava incastrato quello vecchio nella linguetta del browser.
- Nella scheda Giochi c'è "Inventa un gioco tuo": i giochi non sono più solo quelli pronti, te li costruisci come i comandi.
- Sei ricette a punti da cui partire: slot, scommessa, regalo, furto, saldo e "dai punti".
- Il costo di un gioco può essere una cifra che scrive chi gioca, non solo un numero fisso.
- Puoi aggiustare le monete di qualcuno a mano dal pannello, senza passare dalla chat.
- Nelle risposte a punti puoi usare la cifra davvero mossa e il nome di chi l'ha subita, così un furto racconta quello che è successo.
- Un comando che ti sei costruito tu vince sempre su quello pronto con lo stesso nome.
- "Scarica i miei dati" funziona anche su iPhone: prima non partiva niente.
- La barra in alto si ritira quando non ci sta, invece di accavallarsi su schermi stretti.
- Le dirette dal browser (Studio Web) sono spente: erano promesse in ventun punti e non funzionavano.
29 agosto 2026
- Due classifiche separate: una del pubblico e una dello staff, così i moderatori non coprono più i primi posti.
- Il premio in VIP salta chi ce l'ha già per sempre e passa al successivo, invece di accorciarglielo.
- La barra "non hai salvato" indica il salva della zona che stai modificando, e sparisce quando salvi lì.
- Le immagini che arrivano da fuori — emote comprese — non si rompono più.
28 agosto 2026
- Caricare emote nuove su 7TV funziona di nuovo.
- Il bot parla su Kick: comandi, moderazione e avvisi, con lo stesso pannello.
- Un !comando scritto su Kick non riceve più la risposta su Twitch.
- Puoi scegliere su quali piattaforme gira ogni singolo comando; quelli che hai già restano come stanno.
- L'avviso di diretta è uno solo per tutte le piattaforme, non uno per ognuna.
- Porti qui i comandi che hai già su un altro bot, senza riscriverli a mano.
- Puoi scaricare tutti i tuoi dati quando vuoi, in un file solo.
- La libreria dei media si apre da ogni campo dove serve un'immagine o un suono, non solo dalla sua scheda.
- Telegram: "Rileva gruppo" non dà più errore.
- Se finisci su una pagina senza cruscotto, adesso c'è come tornare indietro.